
Per un rilancio
dell’Italia nel mondo.
Rilanciare il ”Made in Italy” sfruttando la grande risorsa dell’emigrazione Italiana nel mondo è ormai una necessità riconosciuta.
Pensare che la conquista dei mercati esteri passi attraverso le vecchie istituzioni, come indicato nella recente proposta del Ministro degli Esteri Franco Frattini, che vuole istituire “lo sportello unico, detto Casa dell’Italia” puntando sul supporto delle strutture diplomatiche e delle camere di commercio estero esistenti, sarebbe un errore.
In un mondo globalizzato, si propone di imbrigliare i liberi imprenditori negli obsoleti sistemi statali o parastatali.
Appare impossibile raggiungere nuove mete attraverso vecchi sistemi, sarebbe come voler vincere un odierno Gran Premio di Formula 1 utilizzando vetture d’epoca.
Si deve partire da uno spirito nuovo, di ritrovata fratellanza ed il motore deve essere l’amore per la nostra Patria, che vogliamo vedere luminosa, meritocratica, protagonista e competitiva nel mondo. Per far fronte alle nuove sfide la proposta è quella di fondare un movimento italiano transnazionale ad hoc.
Questo movimento, attraverso il sostegno dei suoi associati, si prefigge di offrire un contributo alternativo allo sviluppo economico dell’internazionalizzazione delle imprese Italiane all’estero, con lo strumento principe della formazione dei giovani imprenditori. Se vogliamo allargare il nostro raggio di penetrazione, dobbiamo porre una particolare attenzione all’incentivazione per l’utilizzo della lingua italiana nel mondo, anche recuperando il rapporto con persone di origine Italiana di seconda, terza o quarta generazione.
L’Italia deve dotarsi di una nuova rappresentatività, fondata sulle migliori caratteristiche delle società civili più avanzate. Attenta ad una immagine di legalità, solidale nei confronti dei più deboli e degli anziani, che valorizzi innanzitutto un nuovo tipo di associazionismo, quello del fare, mediante veri e propri progetti di interscambio, finalizzati allo sviluppo territoriale.
Bisogna promuovere la formazione e la ricerca dell’internazionalizzazione, mediante la scuola e le università, così che vengano dotate di appropriati corsi nelle varie arti o mestieri. Ad esempio, incentivare il turismo non solo attraverso una consolidata visione di tutela del patrimonio paesaggistico, culturale, storico ed enogastronomico Italiano, ma anche di nuove forme di sviluppo turistico sostenibile finalizzato ad allargarne l’offerta.
Dobbiamo disporre di una nuova organizzazione internazionale capace di consentire all’unisono in decine di paesi nel mondo il sostegno a lotte per la tutela dell’italianità, con il contributo costante di parti politiche di qualsiasi schieramento.
Nella stessa ottica è necessario incentivare la discussione sui diritti e doveri dell’essere Italiano all’estero, contestando la politica fondata sullo scontro o sulla propaganda di parte, restando sempre solidali e garanti di chi valorizza in primis l’interesse ed il bene comune dell’Italia.
L’Esposizione Universale di Milano “Nutrire il Pianeta, Energie per la vita” che si terrà nel 2015, è una grande opportunità per rivedere la nostra politica dell’emigrazione. Attraverso uno studio e la redazione di un vero e proprio piano strategico mondiale di mobilità degli Italiani nel mondo si può mettere a punto un programma di valutazione della sostenibilità di ambiziosi progetti per il futuro dei nostri figli.
Al fine di far
decollare, con la dovuta armonia, quel controverso e da sempre sottostimato
rapporto tra l’Italiano residente all’estero e la sua Madre Patria, risulta
fondamentale, che il MINISTERO DEGLI ITALIANI
NEL MONDO così come più volte
rivendicato dall’On. Mirko Tremaglia venga al
più presto ripristinato.
Giordano Gardelli

